LE FOTO DEGLI AMICI: IL LUPO BUONO
Lupo, Toscana.
Con questa bella immagine di lupo, colta nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, inauguro una nuova pagina dedicata ai lavori degli amici. Si tratterà di foto dotate di qualche particolare valenza, naturalistica, estetica o d’altro genere, brevemente commentate dagli autori e, a volte, anche da me. Spero che l’idea vi piaccia e che invierete anche qualche utile feed-back.

IL LUPO BUONO, di Alessandro Cappuccioni.
Il Lupo (Canis lupus) è una delle specie più difficili da osservare e fotografare tra gli animali selvatici presenti in Italia, proprio per la sua elusività, per le abitudini prevalentemente notturne e per le ampie dimensioni dei territori che occupa. Un pomeriggio di Settembre, in una delle numerose escursioni nel vicino parco delle Foreste Casentinesi, nell’Appennino Tosco Romagnolo, un sogno che per me sembrava irrealizzabile è diventato realtà. L’immagine di questa femmina di Lupo, è stata realizzata dopo una fase di avvicinamento durata circa due ore dal momento dell’avvistamento, in condizioni favorevoli per quanto riguarda la posizione sul terreno, io infatti potevo controllare con il binocolo gli eventuali movimenti dell’animale e, altra cosa importante, il vento era praticamente assente.
Dati tecnici: Canon Eos1v ob. Canon ef 500 f 4,5 L USM + 1,4 Pellicola Fuji Velvia 100F. Scanner Canon FS 4000 US.

Alessandro Cappuccioni vive a poca distanza dai confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è socio della sezione AFNI Toscana ed è noto, nell’ambiente fotonaturalistico, per la sua specializzazione in ungulati, ma è bravo anche con gli uccelli e nel paesaggio. Conosce bene il territorio e proprio questa sua vicinanza con le prede alla fine lo ha fatto imbattere nel predatore… non poteva accadere che a lui.
Osservando l’immagine, la cosa che più mi colpisce è che la lupa sembra sorridere. Guarda dritto in macchina, come volesse incrociare direttamente lo sguardo del fotografo, e… sorride. Si, sorride, di un sorriso asimmetrico, un po’ da una parte, come fosse incerta se scegliere la sorpresa o l’indifferenza, come una specie di Monna Lisa a quattro zampe, dall’espressione trattenuta ed enigmatica. Insomma, è una lupa bonaria, forse addirittura buona, come quella che allattò i gemelli del mito di Roma, non certo il feroce predatore delle fiabe, l’animale cattivo che è riuscito a turbare intere generazioni di bambini. Guardate i suoi occhi, c’è da riflettere!
Cari saluti.


 
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