RICORDANDO GIULIANO CAPPELLI
Giuliano Cappelli sulla rivista Oasis, nel 1994. Foto di F. Parducci.
Giuliano e lo scoiattolo troppo collaborativo. Rivista OASIS, novembre 1994. Fotografia di F. Parducci.

Giuliano Cappelli ci ha lasciato.
Giuliano fu un pioniere e un padre fondatore, per noi toscani soprattutto, ma anche per tutti i fotografi naturalisti italiani. Fu uno straordinario paesaggista, un temerario esploratore della luce ma anche uno dei pochi che, in quegli anni di diapositive e bassissimi ISO, riuscisse a fotografare bene gli animali in natura. Fu un maestro a cui fare riferimento, uno che offriva sempre spunti di riflessione e di emulazione.
Lo conobbi a Firenze negli anni ottanta, a una manifestazione della LIPU. Ricordo che rimasi folgorato dalle sue immagini di uccelli marini nordici, straordinarie per i tempi, soprattutto quelle delle sule e dei pulcinella di mare.
Nel 1987 avevo trentadue anni, Giuliano cinquantasei e, forse anche per merito suo, partii per l’Islanda. Da quel viaggio nacque una proiezione di diapositive che rappresentò il mio ingresso ufficiale nel piccolo mondo dei fotografi naturalisti italiani. Una dissolvenza incrociata sonorizzata di cui si può ancora trovare qualche traccia qui nel sito. La portai in pubblico e ricordo l’emozione forte dell’esordio, in una sala importante, piena di gente interessata, entusiasta. C’era anche Giuliano Cappelli, prese la parola per complimentarsi e incoraggiarmi a continuare. Forse è anche a causa di quelle sue parole, in quella lontanissima serata, che sono ancora qui a fotografare e a parlare di fotografia.
Vennero poi gli anni del “salotto Trafficante”, il salotto di Franco e Cristina, dove gli appassionati fiorentini della natura si riunivano a proiettare e commentare fotografie. C’erano personaggi come Fabrizio Darmanin, Simone Guidotti, Stefano Guiducci, Marco Masseti, Daniele Occhiato, Guido Persichino, Riccardo Romanelli, Alessandro Sacchetti... ma, quando toccava a Giuliano l’attesa e poi le emozioni erano fortissime e il desiderio di emulazione spingeva tutti più in avanti. Altri tempi, tempi in cui quella gente si poteva contare sulle dita di due mani.
Oggi tutto è cambiato e Giuliano Cappelli non è più con noi. Sì, tutto è cambiato, ma io non potrò mai dimenticare quel suo taglio verticale con in basso il filare di cipressi e su, su in alto, tutto quel gran cielo d’imbrunire e la piccola falce di luna.
Un saluto Giuliano, la Buona Luce ora è sempre con te.