LO SKUA VERSILIESE
Stercorario mezzano Stercorarius pomarinus. Versilia. Canon EOS 7D, ob. Canon 300mm f4.0.
14 maggio 2011, 12.37.49, ISO 400, priorità dei diaframmi, AV f6.3, TV 1/3200, misurazione valutativa, compensazione -2/3, AI servo AF, scatto continuo ad alta velocità.
Post-produzione con Photoshop CS4.

Pochi giorni fa, per la prima volta in vita mia, ho partecipato a una di quelle escursioni ornitologiche marine che gli addetti ai lavori chiamano, con sussiegosa definizione anglosassone, “pelagic trip”. Si tratta in realtà di una breve gita in barca, finalizzata alla fotografia e osservazione di specie pelagiche, ma in cui si ha il tempo anche di fare una gustosa merenda di mezza mattina a base di schiacciata, pane fresco, acciughine sottolio, affettati, formaggio e vino bianco ghiacciato...
Lo specchio di mare era quello della Versilia, subito fuori dal porto di Viareggio e un po’ a sud, fino a Bocca di Serchio. Le specie più interessanti da incontrare sostanzialmente due: la berta maggiore e quella minore, che per me avevano rappresentato fino a quel momento solo fugacissime apparizioni di minuscole siluette in lontananza durante qualche traversata in traghetto.
La giornata era calda e soleggiata, il mare calmissimo, la compagnia piacevole, fatta di cari amici e altri simpatici fotografi naturalisti. Insomma, le condizioni ideali per trascorrere una mattinata in grazia di dio.
Una volta al largo, nel giro di pochi minuti e con l’aiuto di una moderata pastura, la scia della barca ha cominciato ad animarsi dei voli dei gabbiani reali, i primi a contendersi l’inaspettato spuntino, ma di lì a poco son comparse anche le berte, a decine e così confidenti da permetterci di scattare con ottiche da trecento millimetri o anche meno. Per un paio d’ore abbiamo fotografato con soddisfazione, senza farci mancare anche qualche ospite inatteso, come la sula e il gabbiano corso, ma il clou della giornata doveva inaspettatamente arrivare quando si era ormai deciso che i giochi erano fatti ed era tempo di rientrare in porto.
Non sono un ornitologo e neppure appartengo alla folta schiera di quei bird-watchers interessati a collezionare specie su specie e dunque non perdo la testa se mi compare davanti qualche bestia rara. Così, quando qualcuno ha segnalato la presenza, in acqua e piuttosto in distanza, di un volatile sconosciuto, non mi sono agitato più di tanto. Né l’ho fatto quando si è gridato che si trattava di un “labbo” e si è diffusa tra i pelagici viaggiatori un’improvvisa frenesia fotografica. Fatto sta che a quel punto il “labbo” ha preso il volo e invece di allontanarsi da quello schiamazzante battello, un po’ ebbro per l’incontro inaspettato con la rarità, ha deciso di concederci un passaggio ravvicinato. Naturalmente ho scattato anch’io e son riuscito a cogliere questa immagine.
Solo più tardi si è appurato che la rarità era una rarità davvero. Uno stercorario mezzano, il pomarine skua degli anglosassoni, che i sacri testi definiscono “poco comune” anche negli ambienti artici ed equatoriali che dovrebbero essere i suoi congeniali. Che ci faceva uno skua pomarino davanti al porto di Viareggio? Non chiedetemelo, forse che gli ornitologi lo definirebbero accidentale? Magari fossero tutti così gli accidenti della vita!
Pelagici saluti.


Da Alessio Quaglierini, ornitologo, che ci accompagnava nel “pelagic trip”, ricevo questa precisazione, un po’ deludente perché ridimensiona la rarità dell'avvistamento, ma che è importante e doveroso pubblicare:

Per quanto riguarda la presenza dello stercorario mezzano in Versilia e a Bocca di Serchio, la specie è poco comune ma regolare. Dalla costa vengono osservati mediamente 25 individui l'anno, con un rapporto di circa 1/4 con il labbo, molto più frequente. Nonostante ciò, nel mese di luglio si possono osservare branchetti di 4-6 stercorari mezzani. La specie è più frequente durante le migrazioni, ovvero tra marzo e maggio (migrazione preriproduttiva), in luglio-agosto (prima fase della migrazione postriproduttiva) e in ottobre-novembre (seconda fase della migrazione postriproduttiva). Una piccola aliquota di individui immaturi e/o non riproduttori estiva regolarmente nel Mediterraneo. In Italia tali presenze si riscontrano soprattutto nell'alto Adriatico. In Adriatico la specie è frequente anche in maggio, quando tale porzione di mare rappresenta l'ultima area di sosta prima dei lunghi voli - attraverso l'Europa continentale - alla volta dei quartieri riproduttivi della Russia artica.
Durante lo svernamento, lo stercorario mezzano è invece frequente nelle regioni meridionali - Sicilia in particolare. Si pensa infatti che buona parte della popolazione svernante si concentri nel Canale di Sicilia e nel Golfo della Sirte davanti a Tunisia e Libia.



THE POMARINE SKUA

PROGETTO MORUS

LE BATEAU IVRE


 
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