GITA AL FARO
St Abb's Head, Scozia.
St Abb’s Head National Nature Reserve, Scozia. Canon EOS 5D, ob. Canon 17-35mm f2.8.
5 giugno 2009, 11.04.28, ISO 125, priorità dei diaframmi, AV f11,0, TV 1/500, misurazione media ponderata, one shot AF.
Post-produzione con Photoshop CS2.

Ho fatto questa foto dal ciglio della scogliera di St Abb’s Head, in Scozia. Ero con l’amico Giorgio Gregori e, di buon mattino, abbiamo deciso di visitare la riserva, famosa per le sue rocce a picco sul mare e per le grandi colonie di uccelli marini.
La giornata aveva esordito con pioggia battente e temperature sotto ai dieci gradi, non proprio l’ideale, quindi, benché fossero i primi di giugno, per starsene in cima a uno scoglio a fotografare, ma ormai eravamo arrivati al centro visite, davanti a una piccola mappa rudimentale e quindi, con quelle semplici indicazioni sotto al naso, desistere sarebbe stato difficile. La camminata che in circa un’ora ci avrebbe portato prima al faro e di lì alle scogliere degli uccelli cominciava dunque in un’atmosfera invernale, sotto nuvole nerissime che non promettevano niente di buono.
Mi accorsi quasi subito che per me non sarebbe stata una passeggiata facile. E’ infatti un sentiero in continuo saliscendi, con punti anche molto ripidi e qualche tratto a scalini, davvero poco adatto al mio ginocchio destro, malandato da anni e dolorante a ogni piccolo sforzo. Impossibilitato, quindi, a tener dietro al passo sostenuto dell’amico, decisi di prendermela comoda, rimanendo quasi subito indietro, in totale solitudine. Mentre camminavo, fermandomi spesso a riposare, le nuvole cominciarono ad aprirsi e comparvero squarci d’azzurro via via sempre più ampi. Fui contento, il tempo si rimetteva al bello, ma il dolore al ginocchio aumentava.
Per fortuna la gita al faro di St Abb’s Head si snoda lungo la costa toccando luoghi bellissimi. E’ una specie di campionario delle meraviglie naturali scozzesi e vi dà la sensazione di attraversare un archetipo, perfettamente rispondente all’immaginario collettivo, all’idea cioè, che tutti ci siamo fatti della Scozia. C’è il verde dappertutto, c’è il mare, sempre grosso, con le onde che frangono rumorose sotto alte e cupe scogliere a picco, ci sono le casette colorate del villaggio di pescatori in lontananza, ci sono i pascoli, con i puntini bianchi delle pecore sparsi qua e là e le vacche che vi guardano curiose quando passate. Ci sono i muretti di pietra a secco, l’erba della brughiera con i suoi fiori e i cespugli bassi, i rari alberi isolati e c’è, naturalmente, un piccolo loch azzurro, circondato di canneto e vegetazione più fitta. Insomma, manca solo il castello con i fantasmi, ma in compenso avete il faro, in alto, a precipizio sulle onde, con i suoi sgargianti colori britannici.
Quando alla fine mi affacciai, molto in ritardo e quasi zoppicando, sull’opposto versante di St Abb’s Head, capii con istintivo disappunto, che il gonfiore e il dolore del mio ginocchio potevano facilmente essere evitati.
Giorgio fotografava fulmari al volo, dal ciglio della scogliera ma, a pochi metri da lui, un piccolo parcheggio ospitava le automobili di diversi altri visitatori, giunti fin lì seguendo una piccola strada asfaltata!
Beh - mi dissi - sono zoppo, gonfio e dolorante, ma ho attraversato a piedi l’archetipo scozzese… chissà, forse ne valeva la pena?
Claudicanti saluti.

ST ABB'S HEAD NATIONAL NATURE RESERVE


 
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