TIRO ALLA FUNE
Aquila reale, Norvegia.
Aquila reale Aquila chrysaetos, cornacchia grigia Corvus corone cornix. Norvegia. Canon EOS 5D, ob. Canon 400mm f4.0.
3 marzo 2009, 10.58.20, ISO 500, priorità dei diaframmi, AV f5,6, TV 1/500, misurazione media ponderata, one shot AF.
Post-produzione con Photoshop CS2.

A marzo in Norvegia può fare ancora molto freddo. Il paese è coperto di neve e i fiordi, nei loro anfratti più interni, sono ghiacciati. Laghi e fiumi sono solide superfici bianche e, di sera, se volete camminare all’aperto e non cadere ogni tre passi, occorrono scarpe munite di chiodi.
Al mattino ci si alza alle quattro e si sale al capanno prima del sorgere del sole, camminando nel buio rischiarato dal cono luminoso di piccole lampade frontali. Bisogna far bene attenzione a non lasciare la fila delle impronte nella neve, perché fuori da quella si sprofonda fino alle cosce.
All'interno poi, si sta tutto il tempo seduti su una sedia rivestita di pelliccia, con le gambe e i piedi rinvoltati in un sacco a pelo e si aspetta che compaiano le aquile. Non è una cosa semplice, sono lunghe ore, dieci, dodici, a seconda delle giornate. Ci si riscalda bruciando spirito in una piccola stufa e bevendo tè caldo da un thermos. E come brucia lo spirito nella stufa così anche il vostro s’illumina, in vasti spazi di riflessione solitaria, ottimi per fare i conti con sé stessi.
Se il tempo è brutto e soprattutto se nevica potete star certi che le aquile verranno, ma se invece splende il sole state preoccupati, perché non le vedrete neppure da lontano.
Quel giorno però nevicava forte e le aquile sono venute, così ho potuto assistere a una scena molto particolare. Una di loro infatti, a un certo punto, si è esibita in una sorta di tiro alla fune con una coraggiosa quanto irriducibile cornacchia, che ha finito per trasformare la carcassa della volpe in una sorta di salsiccia allungata.
L’immagine le coglie mentre si affrontano e si studiano, dopo l’ennesimo strattone, e la cornacchia non sembra per nulla intimidita di fronte alla mole e al cipiglio indispettito dell’aquila… questioni di sopravvivenza.

AQUILE


05/ 09/ 2009 Ore:22:06 - SG - ha scritto: Parole come pixel :-)
La foto è straordinaria, le espressioni delle due antagoniste e la loro postura non fanno che dar ragione a quanto hai descritto benissimo per la seconda volta, con il tuo breve racconto. Insomma Mauro l'occhio fotografico ce l'hai e non dico nulla di nuovo, ma la capacità espressiva del tuo narrare non ne è inferiore. Complimentissimi per tutto. un caro saluto. SG
05/ 09/ 2009 Ore:23:43 - Mauro: Ma chi si rivede! La cara SG! Dunque la telepatia esiste, perché proprio oggi ti ho nominata... Grazie di cuore SG. Che le mie foto (a volte) ti piacciono già lo sapevo ma che ti piaccia quello che scrivo mi rallegra anche di più! Un abbraccio.
 
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