GRILLI E GRILLAI
Falco grillaio, Spagna.
Falco grillaio Falco naumanni. Spagna. Canon EOS-1D MarkII, ob. Canon 400mm f4.0 con duplicatore Canon 1,4X.
14 maggio 2008, 09.41.12, ISO 320, priorità dei diaframmi, AV f8,0, TV 1/2000, misurazione media ponderata, AI servo AF, scatto continuo ad alta velocità.
Post-produzione con Photoshop CS2.

Fotografare i grillai della Plaza de Toros di Trujillo, in Spagna, è un tipico esempio di attività in stile “cugina di provincia”. Una fotografia naturalistica, cioè, che a impatto zero e con scarsissimo impegno organizzativo, permette di ottenere immagini di animali selvatici a volte anche straordinarie. Nessuna necessità di levatacce e scarpinate, niente complicati appostamenti, occorre solo un teleobiettivo e prendersi la briga di andare fin là. Facilissimo.
La mattina vi alzate con calma, fate una buona colazione, poi salite in macchina e andate alla Plaza de Toros. Parcheggiate proprio lì accanto e poi vi fate un giro intorno all’edificio per vedere dove c’è più attività e dove la luce è in miglior favore. Infine montate macchina e obiettivo sul cavalletto e il gioco è fatto.
In primavera i falchi, decine di coppie, nidificano sotto le tegole del grande anello di copertura dell’edificio e il viavai tra i nidi e la campagna, che comincia poche decine di metri più in là, è continuo. I grillai si tuffano dal tetto e volano verso i campi, sparendo subito alla vista, ma nel giro di quindici o venti minuti ricompaiono, roteano un po’ intorno alla Plaza, spesso passandovi a pochi metri sopra la testa, e infine si tuffano nel nido, quasi sempre portando una preda. E’ una sorta di andamento “a ondate” perché i falchi sembrano muoversi in sincronia, agendo, se non tutti insieme, almeno in gruppi consistenti. Quindi vi darete un gran da fare a scattare al momento degli involi, poi vi annoierete per un quarto d’ora o anche di più e infine vi godrete la sarabanda dei rientri, sempre curiosissimi di riuscire a vedere cosa portano. E questo si ripeterà più e più volte, per tutto il tempo che avrete deciso di restare. E’ una cosa molto appassionante e si divertono parecchio anche i passanti, seppur rari, a vedere voi che vi agitate e imprecate dietro ai vostri “tubi”, a causa dei continui scatti mancati. I grillai, infatti, volano velocissimi, di un volo nervoso, pieno di scatti e cambi di direzione, e quindi agganciarli nell’obiettivo non è poi semplicissimo.
In quest’immagine, a cui sono particolarmente affezionato, sono riuscito a cogliere il grillaio nel preciso istante che precede il rientro al nido. E’ il momento della “frenata”, in cui il falco, con ali e coda completamente spiegate, si appoggia sull’aria per fermarsi e poi sgusciare velocissimo sotto a una tegola.
In quel momento, l’otturatore scattava a otto fotogrammi al secondo, e riuscire a vedere bene l’azione nel mirino era impossibile. Sono condizioni in cui si ha una vaga percezione di ciò che sta accadendo e l’occhio e la mente si sforzano solo di mantenere la massa indistinta del soggetto all’interno dell’inquadratura, niente di più. A causa di questo, ho potuto vedere che il falco portava una preda solo più tardi, osservando e ingrandendo l’immagine nel visore della macchina fotografica. E di cosa poteva trattarsi se non di un grillo! Un grosso, panciutissimo grillo, da imbandire un vero banchetto!
Ah, dimenticavo, se ci andate evitate i giorni di Corrida!

Il Grillaio
La Plaza de Toros di Trujillo


VOLARE INSIEME



 
Vuoi che la tua mail sia pubblica? si no