LE FOTO DEGLI AMICI: L'ASTORE
L'astore.
Astore, Accipiter gentilis. Liguria.

L'amico Walter Meloni, a differenza di me, è un vero fotografo naturalista. Questa bellissima immagine di astore e anche le parole che l'accompagnano, testimoniano una grande sensibilità, umana e "professionale".

LA TRANQUILLITA' DELL'ASTORE di Walter Meloni.
La limitata esperienza che ho con gli animali mi ha portato alla conclusione che la reazione allo stesso stimolo (nel caso in oggetto uno scatto fotografico) è differente da un singolo individuo ad un altro anche se appartenente alla stessa specie.
Il capanno impiegato per questo appostamento ha richiesto circa 20 minuti per la messa in opera ed è stato allestito su di un precedente agglomerato di rami e frasche preparate per la sua mimetizzazione; durante questa operazione il pullo, già presente nel nido ma ancora con il piumino bianco, si muove alzandosi ogni tanto per osservare gli eventi nei dintorni. Nessun segno della presenza degli adulti nei dintorni.
A montaggio ultimato del nascondiglio, il successivo posizionamento del cavalletto ha richiesto un’occhiata dalla feritoia per il suo corretto centraggio: con grande sorpresa ho scorto la sagoma di un adulto sul bordo del nido: è chiaro che l’arrivo è avvenuto in un momento in cui non stavo particolarmente attento a muovermi silenziosamente, dando per scontato che la mia presenza, ancora non sufficientemente occultata, rappresentasse un eccessivo disturbo.
Nessun richiamo nessun battito d’ala avvertibile: lentamente, senza staccare lo sguardo dal nido, ho estratto al tatto dallo zaino la macchina fotografica con il il 500 mm già montato per il successivo innesto sul cavalletto: I primi scatti effettuati senza moltiplicatore e senza scatto flessibile hanno avuto il semplice scopo d’immagine-ricordo in caso di eventuale allontanamento del mio soggetto.
La fase successiva è stata quella dell’inserimento del moltiplicatore 1,4x e del telecomando: la femmina si è nel frattempo accomodata nella coppa del nido continuando a non curarsi eccessivamente della mia presenza; nuovi scatti, soggetto di dimensioni più accettabili sul fotogramma; sostituzione dell’1,4x con il duplicatore e questa volta le proporzioni soggetto/ambiente mi piacciono.
Trascorsi circa 45’ di scatti, dopo un breve richiamo del maschio ad alcune decine di metri di distanza, mamma-astore si allontana.
Fotografare questo rapace senza tempi di attesa e per un ora consecutiva non mi era mai capitato: ma mentre pensavo a tanto regalo ricevuto, una nuova occhiata dalla feritoia mi consente, con sorpresa, di scorgere che la femmina era nuovamente sul nido e sempre senza imbeccata.
Il va e vieni di questo genere si è protratto fino alle 11:30 ca. e dopo poco più di 600 scatti ed alcune gocce di pioggia ho deciso che poteva bastare.
L’attesa finale è stata quella dell’ultima sortita dal nido in modo che anch’io potessi allontanarmi senza creare allarme.

Canon EOS1D MK IIN, 500 mm f 4,0 + 2x, ISO 400, cavalletto Manfrotto 055 SH, testa a sfera.
L’immagine è stata assoggettata ad un leggero taglio per un miglior centraggio del soggetto (ca 15%); distanza dal nido >30mt. La posizione di spalle indica un certo grado di tranquillità del rapace che non sente la necessità di avere costantemente in vista una probabile minaccia.
Ciò che è più bello però è che ho avuto l’opportunità di osservare un frammento di vita dell’astore per più di tre ore.

ASTORE Accipiter gentilis
LA GENTILEZZA DELL'ASTORE


 
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