KOKERBOOM TREES?
Alberi faretra, Namibia.
Alberi faretra Aloe dichotoma, Namibia. Canon EOS3, ob. Canon 17-35mm f2.8, Fuji Velvia 50, Scanner Nikon 4000 dpi.

Sto leggendo un interessantissimo saggio di Claudio Marra, docente di Storia della Fotografia al DAMS di Bologna, che consiglio vivamente a tutti gli appassionati di fotografia.
Leggendolo, l’affermazione di Mirzoeff, secondo cui “La capacità di alterare digitalmente una foto ha distrutto la condizione di base della fotografia, che qualcosa cioè debba trovarsi di fronte alla lente quando avviene lo scatto”, e quella di Costa che dichiara che “con la fotografia digitale l’illusione analogica è eliminata del tutto, il rimando a una realtà qualunque si fa non essenziale, il ça a eté di Barthes viene meno per sempre”, mi danno lo spunto per domandarmi se questi rari alberi faretra che vedete esistano davvero o siano soltanto una raffinata creazione digitale…
Barthes diceva che il noema, il tratto inimitabile, della fotografia, è che essa testimonia che qualcuno ha visto il referente (anche se si tratta di oggetti) “in carne e ossa”, o anche “in persona”, e dunque essa produce una folgorante capacità di certificazione e di autenticazione di tutto l’esistente. Quindi adesso tutto questo è crollato? E quegli alberi, così ben rappresentati, potrebbero essere solo una finzione?
Claudio Marra affronta l’affascinante tematica con argomentazioni lucide e documentate e si mostra contrario alla totale svalutazione della filosofia dell’analogico rispetto a quella del digitale, portando al centro delle suo saggio un assunto sorprendente, secondo il quale la filosofia fotografica non sarebbe affatto cambiata e non staremmo assistendo a nessun epocale passaggio da fotografia a postfotografia. Egli infatti dichiara, in affascinante controtendenza, che il passaggio dall’analogico al digitale non rappresenta alcuna svolta epocale, perché esso non cambia nella sostanza, un bel nulla!
Ah ah! Dunque allora potete fidarvi, quegli alberi faretra esistono? Pare di sì, io li ho visti e ho indirizzato verso di loro le lenti dei mio sistema fotografico, analogico o digitale che fosse… dunque? Dunque, se volete conferme, fatevi un viaggio in Namibia e andate a controllare!

Claudio Marra
L’immagine infedele
La falsa rivoluzione della fotografia digitale
Bruno Mondadori Editore



28/ 06/ 2009 Ore:07:55 - Costanza - ha scritto: Realtà vince il sogno
La foto è mirabile. La sua evocatività è tale che mi balza davanti agli occhi anche quando davanti agli occhi non ce l'ho. La forza interna, poi, rende la natura aggettante per offrirsi -lucecolore- a chi guarda. L'instress del paesaggio chiede il mio assenso. E' così che questa visione, tanto sognata, desiderata, non mi lascia come prima: realtà vince il sogno. E dunque, in relazione alle note, quale più autentica, reale risposta per questi alberi, che non la sua foto? Bellissimo, Mauro! Continuo la scoperta del sito, a piccoli sorsi.Per la pubblicazione, come e quanto lei desidera.Cordialmente, Costanza.
26/ 07/ 2009 Ore:23:50 - Mauro: Grazie davvero! Ogni suo commento, Costanza, è dotato di un particolare valore aggiunto, fatto di grande sensibilità e cultura. Grazie ancora, e cordialissimi saluti.
 
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