NGORONGORO E L’ISLANDA
Ngorongoro Crater, Tanzania.
Il Cratere di Ngorongoro, Tanzania. Canon EOS3, ob. Canon 70-200mm f2.8, Fuji Velvia 50, Scanner Nikon Coolscan V ED.

Proprio adesso, che da poco sono tornato dall’Islanda, m’imbatto in uno stupendo Manganelli geografo e viaggiatore, che in poche righe riesce a spiegarmi il semplice mistero della mia contraddittoria, duplice attrazione per l’Africa e per il Grande Nord. Non che non l’avessi intuito anche da solo, infatti lo sento qual’è il filo che lega Ngorongoro all’Islanda, ma le parole di Giorgio Manganelli, straordinario, quanto poco conosciuto, scrittore del nostro tempo, hanno il dono dell’illuminante e poetica sintesi. L'immagine di Dio sudato e con le mani sporche di universo mi sembra valere da sola la lettura. Ve lo consiglio.

"In breve, il mondo fisico islandese non è umano; è fondamentalmente preumano, sa di cosa appena creata, e che del parto sterminato ha addosso i segni stravaganti e faticosi. (…)
Questa terra è numinosa, porta addosso i segni di un recente, ustionante passaggio di numi, è segnata di orme umide di un animale creante, feroce e fantastico.
Il ricordo rievoca un luogo africano; un punto preciso: l’orlo del cratere di Ngorongoro, in Tanzania, uno sterminato imbuto che custodisce foreste, e un lago, e innumerevoli animali, di ogni sorta. All’alba, sale dal cratere una lenta, tiepida nebbia, e viene via via svelando la gigantesca coppa in cui gli uccelli cominciano a cantare – sul fondo, una minuscola fila di enormi elefanti si incammina verso il lago, a dissetarsi. La creazione è appena finita, Dio suda, ha le mani sporche di universo, un universo ancora informe, sfinito dal parto e felice, sebbene ignaro, della propria esistenza, selvatica e pigra. Ma noi, noi uomini, descrittori del mondo, siamo del “dopo”, siamo avventizi, possiamo solo avvertire quella coscienza confusa ed enorme che ci accerchia, a Ngorongoro come sulle rive del Myvatn. Queste immagini sono state create, non progettate, e non per noi."

Giorgio Manganelli
L’isola pianeta e altri settentrioni
Edizioni Adelphi



17/ 09/ 2006 Ore:20:46 - Daniela Manzoli - ha scritto: La prima alba della vita
Non ho commenti,solo sensazioni.
18/ 09/ 2006 Ore:01:24 - Mauro: Certo, Daniela, come dice Manganelli noi siamo del "dopo", siamo avventizi, e di fronte a Ngorongoro non possiamo provare che confuse emozioni... le emozioni che si hanno di fronte a strani luoghi, che non erano stati fatti per noi, che non ci prevedevano. Grazie per il tuo interesse e per i complimenti, ciao.
12/ 11/ 2006 Ore:23:25 - Salvo lupo - ha scritto: Serenità.traquillità
Molto bella
17/ 11/ 2006 Ore:16:29 - Mauro: Grazie Salvo, dell'attenzione e del commento positivo. A presto.
 
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