IL GHIACCIO DEL BREIDAMERKURJOKULL
La spiaggia a Jokulsarlon, Islanda.
La spiaggia a Jokulsarlon, Islanda. Canon EOS20D, ob. Canon 17-35mm f2.8.
30 giugno 2006, ore 16.04.52, ISO 200, lunghezza focale 17mm, priorità dei diaframmi, AV f6.3, TV 1/200, misurazione media ponderata, one-shot AF.
Post-produzione con Photoshop CS.

Dopo quasi ventanni sono tornato in Islanda.
Reykjavìk ha mantenuto le sue tre diverse i, ma forse questa è l’unica cosa che nella capitale islandese non è cambiata. Ricordavo una cittadina tranquilla, poco più di un paesone, da cui si dipartivano poche piste sterrate, oggi invece sul mare di Faxafloi si affaccia quasi una metropoli, in miniatura ma pur sempre metropoli, con i suoi grandi svincoli autostradali e con i suoi viadotti, con le sue vaste periferie brulicanti di cantieri, in cui crescono file di palazzoni multicolori. Penso fosse inevitabile e che tutto sommato dovevo aspettarmelo.
Fuori dalla capitale invece, per fortuna, i cambiamenti sono di minore impatto: la “ring road”, la litoranea che circumnaviga le vaste e selvagge “highlands” islandesi è stata interamente asfaltata e la si può percorrere in auto molto agevolmente, ma i villaggi che s’incontrano sono ancora gli stessi, forse con qualche casetta colorata e molti turisti in più, ma l’atmosfera mi è sembrata simile a quella che avevo vissuto allora.
Bene, vi direte, allora tutto ok? L’Islanda è sempre l’Islanda?
Sì, la stupenda natura d’Islanda è ancora la stessa. La terra del ghiaccio e del fuoco, ma io aggiungerei anche dell’acqua che regna e scorre ovunque e del verde meraviglioso dei pascoli, delle praterie e delle distese muschiose, è ancora là, come la ricordavo, ma...
Ma il ghiaccio si è ritirato! Il fronte dei ghiacciai si è allontanato in modo impressionante e il cambiamento che ho trovato alla laguna di Jokulsarlon, dove ho fatto questa foto, mi ha lasciato di sasso.
Ricordavo un'immensa lingua di ghiaccio ai cui piedi, in un laghetto lattiginoso, galleggiavano icebergs… Oggi il laghetto è diventato un lago enorme e il fronte del ghiacciaio è lontanissimo, praticamente invisibile, oltre l’atmosfera nebbiosa che quasi sempre lo ricopre. Qui, con un 200mm, nel 1987 scattai la foto “Jokulsarlon” (la trovate nella galleria “Acque libere”), oggi riottenere quell’immagine sarebbe stato impossibile, con qualsiasi lunghezza focale. Così ho voltato le spalle all’irraggiungibile ghiacciaio e sono andato a fotografare i suoi pezzi sulla spiaggia. Sì, perché dalla laguna l’acqua scorre a mare e il ghiaccio si deposita sulla nera sabbia lavica in frammenti d’innumerevoli dimensioni, da quelle di un chicco di riso a quelle di piccole case, in un contrasto di nero, argento e azzurrino davvero affascinante. Purtroppo le condizioni meteo erano proibitive: vento forte e scrosci violentissimi di pioggia… l’ideale per fotografare!
Glaciali (ancora per poco) saluti.





30/ 07/ 2006 Ore:17:45 - Mattia - ha scritto: Essenza d'Islanda
L'Islanda è mervigliosa e in questo scatto ne è rinchiusa l'essenza. Ci tornerò un giorno.
30/ 07/ 2006 Ore:21:14 - Mauro: Sì, è davvero meravigliosa e anch'io da anni pensavo di tornarci. Ora l'ho fatto, però la voglia non mi è passata. Grazie per avermi dedicato la tua attenzione.
31/ 07/ 2006 Ore:16:28 - ALCOP - ha scritto: TU CHIAMALE SE VUOI EMOZIONI
Ciao Pierons. Io invece in Islanda non ci sono mai stato ma questa foto è una spinta decisiva a farlo. Se poi penso per un istante allo scatto fatto alla fumarola ne esce un contrasto affascinante. Complimenti per la tecnica eccellente ma soprattutto perchè, con foto e testo, riesci a trsmettere le emozioni che hai provato sul posto. E questo credo sia obiettivo principale di ogni forma d'arte! A presto
06/ 08/ 2006 Ore:15:11 - Mauro: Grazie Coppins, chissà, potremmo andarci insieme... io ripartirei anche subito. A prestissimo.
16/ 09/ 2006 Ore:21:09 - Mariano A Mignini - ha scritto: COMPLIMENTI MAURO!!!
Foto semplicemente bellissima e racconto agghiacciante
17/ 09/ 2006 Ore:14:24 - Mauro: Grazie Mariano, sì, sentire questa cosa del ghiaccio che scompare mi ha sempre prodotto una certa ansia, ma toccare così con mano il preoccupante fenomeno è stato davvero... agghiacciante! A presto.
 
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