LA DUNA E L'INVIDIA
Namib desert, Namibia.
Namib desert, Namibia. Canon EOS5, ob. Canon 70-200mm f2.8, Fuji Velvia 50, Scanner Canon 2720 dpi.

Anni fa, giunti al famoso Sossusvlei, nel cuore del deserto del Namib, decidemmo, insieme ad altri, di tentare l’ascesa di una delle enormi dune intorno a noi.
Sono vere montagne di sabbia che possono raggiungere anche i 300 metri d’altezza e si fa presto ad accorgersi che la scalata non è cosa da niente. Si sale a fatica su una materia incerta e cedevole e, nei punti più ripidi, si fanno due passi avanti e uno indietro. Ma si sa, i turisti sono gente allegra e baldanzosa, così affrontammo l’impresa fiduciosi che avremmo avuto come premio l’aprirsi ai nostri occhi di un grandioso panorama.
Salendo lungo un sinuoso crinale, capii però, quasi subito, che il difficile cimento avrebbe superato le forze di gran parte di noi e infatti il piccolo gruppo già si sgranava, perdendo via via per strada i meno motivati e quelli meno abituati alla fatica. Io cercavo di resistere e continuavo a salire, spinto soprattutto dal desiderio di catturare di lassù qualche immagine speciale. Ma la ripidezza della duna e la cedevolezza della sabbia stroncarono, in poco tempo e definitivamente, anche me. Fermo, in una specie di selletta ventosa e sdrucciolevole, capii da come il cuore mi batteva e dal tremore nelle mie gambe, che era tempo di rinunciare. Fu a quel punto che, guardandomi intorno, affannato e fradicio di sudore, vidi che avevo staccato tutti i compagni di salita tranne due. Si, due erano già in cima e chiacchieravano amabilmente stando ritti contro il cielo, in un punto surreale. Cosa potevano vedere da quel loro cocuzzolo? Quale straordinario scenario si apriva ai loro occhi? Non l’avrei mai saputo. Una specie d’immenso drappeggio di sabbia rosata mi separava da loro, una enorme distesa di cipria immacolata che non sarei mai riuscito a superare. Li immortalai dal basso, conferendo all’immagine una lieve acredine, una sfumatura d’invidia, come il contesto, assolutamente, richiedeva.
Penso a quante dune, nella vita, non riusciamo a scalare e a quanti orizzonti non riusciamo a scoprire. Ma, per fortuna, c’è sempre qualcuno più bravo di noi che ci precede, qualcuno che, forse, ci racconterà cosa ha visto.
Riflessivi saluti.



16/ 06/ 2006 Ore:10:17 - Salvatore - ha scritto: Senza titolo.
Armonie allo stato puro!
16/ 06/ 2006 Ore:13:10 - Mauro: Grazie dell'attenzione. Ciao.
 
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